La Camera dei deputati, nella seduta del 23 febbraio 2026, ha approvato il DDL di conversione con modificazioni del DL n. 200/2025, meglio noto come Decreto milleproroghe 2026.
Il provvedimento dispone il differimento dei termini per la fruizione degli sgravi contributivi introdotti dal Decreto Coesione (D.L. 60/2024), rimodulando le aliquote di esonero e introducendo nuovi vincoli legati all’incremento occupazionale.
Di seguito si riporta una sintesi delle misure previste:
1. Bonus Giovani (Under 35)
Il termine per le assunzioni a tempo indeterminato o trasformazioni è prorogato al 30 aprile 2026.
L’esonero è ridotto al 70% per le assunzioni decorrenti dal 1° gennaio 2026.
L’aliquota può tornare al 100% anche nel 2026 se l’assunzione genera un incremento occupazionale netto.
Il massimale mensile dell’esonero è di 500 € mensili, elevabili a 650 € per le regioni del Sud (inclusi ora Umbria e Marche).
2. Bonus Donne in condizioni di svantaggio
La scadenza per le assunzioni agevolate è differita al 31 dicembre 2026.
Le beneficiarie sono le donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi (ovunque residenti) o da 6 mesi (in aree ZES o settori ad alta disparità di genere).
L’agevolazione è totale (100%) entro il limite di 650 € mensili per 24 mesi, a condizione che venga garantito l’incremento occupazionale netto.
3. Bonus ZES Unica (Sud e aree colpite)
Prorogato al 30 aprile 2026 per i datori di lavoro fino a 10 dipendenti che assumono over 35 disoccupati da almeno 24 mesi.
Come per il Bonus Giovani, l’esonero scende al 70% dal 1° gennaio 2026, salvo il raggiungimento di un incremento occupazionale netto che consente il mantenimento del 100%.
La misura viene estesa alle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna, Marche e Umbria.
